07 agosto 2005

Vacanze a Milano

Da ieri, 6 agosto, sono ufficialmente in ferie. Non vedevo l'ora, che tutti partissero per le vacanze e che rendessero più vivibile Milano. Quest'anno non ho alcuna intenzione di andar via: ho voglia di godermi i ritmi lenti che solo un Agosto in città è capace di regalare. E finalmente avrò il tempo per recarmi alla Sormani, la fornitissima biblioteca comunale, per quelle ricerche che avevo in animo di fare da tempo.

Giusto per prendere confidenza e pianificare le ricerche, in mattinata decido di fare un salto in biblioteca. La città è semideserta e ci si sposta che è un piacere. Appena sull'ingresso un cartello mi avvisa:

"Durante il mese di Agosto 2005 la Biblioteca osserverà i seguenti orari:
- 9/14 , settimana dall'1 al 6 agosto
- dal 7 al 28 agosto, chiusa
- 9/20, settimana dal 29 agosto."

Ma azz..., non è possibile! Praticamente il periodo di chiusura della biblioteca inizia tra poche ore e riapre esattamente quando dovrò rientrare al lavoro. Va beh, Milano è famosa per le sue dieci Università e per le sue tante biblioteche: ci sarà pure qualcuna aperta. Entro e cerco di informarmi. Trovo un terminale da cui è possibile consultare il catalogo on-line del sistema bibliotecario lombardo e scopro quanto segue. Tra tutte le diverse decine di biblioteche di Milano, la gran parte chiuse in agosto, l'unica che possiede le annate dei periodici cui sono interessato è la Braidense, cioè la Biblioteca di Brera. E' l'ultima speranza: dò un colpo di telefono per conoscere gli orari di apertura di agosto e la risposta è sconsolante: aperta due ore al giorno per operazioni di prestito, ma la consultazione presso i locali è chiusa. Inutile dire che i materiali cui sono interessato non sono soggetti a prestito ma solo a consultazione in loco.

Certo, anche gli operatori delle biblioteche hanno diritto ad andare in ferie. Ma non capisco perchè debbano andarci tutti insieme e praticamente per l'intero mese di agosto. Certo, Milano è semi-vuota in agosto, ma quanti restano ammontano ad almeno mezzo milione di abitanti (ottocentomila negli utlimi anni). Mi chiedo se sia possibile che una città di mezzo milione di abitanti possa essere senza una biblioteca. Risposta scontata: lo è, vedi Milano.

Ma ciò che mi fa imbestialire è imbattermi nei manifesti della pubblicità comunale di "Vacanze a Milano" di cui qui riporto qualche estratto:

Con «Vacanze a Milano» si accende l’estate
Due mesi di karaoke, corsi, balli e fuochi al Castello. In programma anche gite fuori porta per scoprire le vie d’acqua e le ville del ’700.
Diventare protagonisti di una soap opera, cimentarsi in gare di karaoke, imparare l’inglese. Sono solo alcune delle tante occasioni di svago e intrattenimento proposte dall’edizione 2005 di «Vacanze a Milano». L’iniziativa del Comune, ideata per allietare le giornate estive di chi rimane in città, ritorna all’interno del Parco Sempione con un programma ludico-culturale (gratuito) pensato per tutta la famiglia.

Già, probabilmente è molto più semplice organizzare 4 sgangherate manifestazioni "ludico-culturali" piuttosto che far funzionare decentemente una città, che si picca di essere "vicino all'Europa". In agosto sono stato in quasi tutte le capitali europee ed ho sempre trovato aperte le biblioteche, che sono tra i migliori luoghi di intrattenimento e di svago.

"I nonni possono imparare i segreti della lettura", recita la beffarda propaganda comunale delle "Vacanze a Milano". Già, chiudendo le biblioteche.

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