30 novembre 2006

BAU - Abbaiare alla luna


BAU. Se non fosse un titolo di quelli “pazzi” a cui Mina ci ha abituato da anni ci si potrebbe scherzare per ore. BAU, un disco da cani. Oppure BAU... MIAO e MUUU! Ma il risultato è lo stesso. Invece qui si tratta di Mina e quindi bisogna andarci coi piedi di piombo. Intanto, vediamo che 8 canzoni su 13 sono state scritte da Andrea Mingardi, uno che fino a ieri faceva fatica a piazzare una canzone anche nel disco più brutto di Gianni Morandi (suo amico e compagno di squadra nella Nazionale dei cantanti) . In questo disco c’è la sua laurea ad honorem. 13 canzoni cantate da Mina! E non mi si venga a dire che ormai Mina canta di tutto. Sarà anche vero ma è pur sempre lei. Avete presente la voce di Luttazzi quando la presenta (va) a Studio Uno? La magia è la stessa.

Quindi, Andrea Mingardi è il miracolato di turno di Mina . A lui è toccato in questo fine 2006 dopo circa 43 anni di carriera. Se da una parte sono contento per lui, da un’altra non lo sono affatto perché Mingardi per quanto scriva e faccia, sarà sempre un autore di second’ordine. Simpatico quanto volete, comunicativo etc. ma scrivere canzoni è un’altra cosa. Ci sarà pure un motivo per il quale Mingardi non è mai uscito realmente fuori dalla mischia, o no? Canta dagli anni sessanta, non da ieri. Di tempo ne ha avuto. Perché Mina ha scelto queste canzoni…? Pare ci sia un motivo : a corto di brani e con un disco da tirare fuori è andata a rovistare nei suoi famosi cassetti, pieni zeppi come le tasche di Eta Beta ed ha tirato fuori pezzi scritti più di venti anni fa dal nostro Mingardi; magari lui ne aveva anche dimenticato l’esistenza. E qui una domanda: se se li era scordati addirittura lui, allora perchè li ha voluti tirare fuori ad ogni costo da quel casino infernale in cui versano i tuoi cassetti ? Cos'è, un nuovo giochino sadomaso? Comunque andiamo con ordine partendo, naturalmente, dal primo pezzo.

MOGOL-BATTISTI : è la canzone che apre l’album . Sinceramente non mi piace. Non mi piace la voce di Mingardi, che sarà anche arrochita quel tanto per creare “atmosfera”, piena di sfumature blues (??) ma sinceramente a me fa sempre pensare al fratello scemo di Drupi. Probabilmente crede ancora di cantare con Alessandro Bono e non capisce che è salito un gradino più su (forse più su anche delle sue stesse aspettative). E poi, non si può scrivere un verso così banale (supportato da una musica altrettanto banale) come “sotto questo cielo solo tu resisti, sei come una canzone di Mogol e Battisti”. Sembra una canzone di quelle nate con testi estemporanei, inventate per fare gli scemi sul pulmino di una gita scolastica. In una parola: una burinata. E poi questa apologia di Mogol, un autore "normalissimo" che ha avuto il c.... di incontrare un genio e dividerne con lui gloria ed onori, come se avesse dei meriti, proprio non mi va giù.

SULL’ORIENT EXPRESS : a metà tra LA PELLE NERA e quegli arrangiamenti stereotipati di Paolo Belli che vorrebbero tanto ricalcare lo swing americano ma che invece non arrivano neanche all’unghia del dito mignolo di un Fred Buscaglione. Sull’Orient Express , magico è lo stress. Ma che vuol dire? Non fa neanche ridere. Un testo senza capo né coda (certamente voluto) ma non abbastanza spiritoso da poterlo giustificare. La voce di Mina che gioca con i toni bassi in maniera divertente e divertita è l’unica cosa salvabile. Se l’avesse cantata il povero Mingardi neanche staremmo qui a parlarne. O forse no... chissà !

JOHNNY SCARPE GIALLE : qua siamo passati dalle parti di Fabio Concato e difatti si respira un’aria più elegante. Lasciate da parte le balere di periferia, più affini al nostro Andrea Mingardi (o le navi di crociera – sulla tratta della Costa “Capitali Baltiche e Scandinavia” l' ho visto anch'io una volta) si sbarca su atmosfere più rarefatte che poi svaccano totalmente nel ritornello per riprendersi comunque con l’assolo di chitarra di un fantastico Luca Maneghello, che le riporta su un piano più consono alla nostra. Non ho capito nulla del testo, ma se l’ha scritto Mingardi penso non sia un problema.

NESSUN ALTRO MAI: ancora Mingardi. Questa è una bella canzone ma - paradossalmente – cantata male da Mina , specialmente nelle prime battute. Avete presente quando Mina vuole strafare e diventa antipatica, troppo gigionesca? Ecco, è uno di quei casi. Peccato, perché ne poteva venire fuori una cosa molto carina.

ALIBI: non male. Non so chi sia questa Anya che ha scritto il testo. Forse è uno pseudonimo, ma mi sembra poco reale come scelta, nel 2006, non firmare una canzone quando a cantartela è Mina. L’unica Anya che conosco è una cantante che incideva per la Las Vegas nei primi anni settanta, ma anche questa è un’idea abbastanza peregrina. Partendo dal fatto che la voce di Mina non si discute (per lo meno non più di tanto) si può invece avere delle riserve per come la utilizzi. Non mi sembra sia bene utilizzata neanche qui.

PER POCO CHE SIA: qui siamo davanti al più sfrenato nepotismo nel senso che ad averla scritta è proprio suo nipote! Il quale, se avesse scritto un bel pezzo, niente da eccepire. Ma sinceramente la canzone non mi sembra un granchè. Si arriva alla fine e sembra che non sia neanche cominciata. Si aspetta un accordo che risolva qualcosa invece, arriva la fine. Ed è un bene.

THE END: un terzinato così come li faceva Pino D’Angiò negli anni ottanta quando voleva creare un’atmosfera di fine cinquanta. Una cosa già vista e rivista che la stessa Mina ha usato più volte 20-25 anni fa. La canzone è carina ma di cose così ne potevi trovare quante ne volevi anche su album come SI, BUANA o RANE SUPREME. Il problema è che non siamo più negli anni ottanta e qui ancora si gioca con quei suoni e quelle idee come fosse materia d’oggi.

UN UOMO CHE MI AMA: classica canzone che mentre l’ascolti per la prima volta puoi anche ricantarla come se la conoscessi da una vita. Quindi, molto “catchy”, acchiappa subito , come si dice in questi casi. Già dal titolo sembra un deja vu (UN UOMO CHE TI AMA di Battisti). Molto bello l’arrangiamento. Musica e testi di Maurizio Morante, autore caro alla Mina dagli anni novanta in poi.

L’AMORE VIENE E SE NE VA: ancora Mingardi e ancora una prova incolore. Non certo vocale ma di scrittura musicale. Il ritornello sembra CITTA’ VUOTA (non musicalmente, purtroppo) , la strofa è pressoché inesistente. Il coro sembra IF YOU DON’T KNOW ME BY NOW di Harold Melvin & The Blue Notes. Ma cacchio... questo copia ogni cosa?? DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO, altra frase sfruttata da anni ed anni: usa un’altra formula, inventati qualcosa. O anche, evita di scrivere i testi perché non ne sei capace.

FAI LA TUA VITA: una volta, quando c’era fior fiore di autori in Italia, Giancarlo Bigazzi era considerato un po’ un figlio di un Dio minore. Si diceva: ecco una bigazzata. Un gioco di parole un po’ greve ma che dava l’idea. Ma adesso...viva la faccia ! Finalmente un testo con un senso compiuto! In fondo, in un epoca in cui un attore di seconda fila come Lino Banfi diventa un padre della commedia italiana, perché non può fare lo stesso percorso uno come Giancarlo Bigazzi? L’unica cosa, quella frase “un’estate zingara eravamo noi”, che oltre a farci ricordare chi è realmente Bigazzi, ci ricorda un po’ troppo lo stile Marco Masini. Che sarà anche un bravo autore, ma che con una come Mina, non dovrebbe entrarci affatto. Poi, invece come vediamo, tutto è possibile. Tra l'altro questo non è un inedito giacchè aveva partecipato a Sanremo Nuove Proposte nel 2000, cantata da Claudio Fiori.

INEVITABILE: questa me la sono voluta risentire non una ma TRE volte. Nel caso non avessi capito qualcosa, non mi fossi reso conto di quello che l’autore volesse dire… ma ho ancora questo dubbio. Che dire? Mina riesce a rendere credibile anche una canzone brutta come questa. Anche se sono stufo di trovare alibi per pezzi inutili soltanto perché li canta lei.

COME TE LO DEVO DIRE: di Agostino Guarino. Non so chi sia lui ma la canzone è molto carina, divertente e lei - naturalmente – la interpreta nel modo più consono. Riesce perfino a far accettare (facendoci su una risatina sdrammatizzante) la frase “allora quando ti sollevi dai coglioni”, che se l’avesse detta qualcun’altra sarebbe stata crocifissa in sala mensa stile Fantozzi.

DATEMI DELLA MUSICA è uno dei tanti (in) successi di Andrea Mingardi datato 1976. Lei gli fa un favore e gliela ricanta, dandogli l’occasione di
1) fare di un brano sconosciuto ai più un evergreen
2) farla conoscere ad un pubblico più ampio di quello a cui è abituato Mingardi.
Il testo è bello, niente da dire. Solo che quando lo senti conviene toccare ferro (per usare un eufemismo). Giusto, come brano conclusivo. Un pò come avrebbe potuto essere E SONO ANCORA QUI, per iniziarlo (anche se in quel caso era la traccia 10 su 12).

Tirando le somme, è uno di quei dischi che una volta comprati e ascoltati, difficile lo si ritiri fuori dal proprio spazio nella discoteca di casa. Io l’ho sentito due volte consecutive e la seconda mi ha annoiato parecchio ma nello stesso tempo mi ha fatto apprezzare dei passaggi vocali di Mina ai quali ad un primo ascolto non avevo dato abbastanza orecchio per cercare di “studiare” le non esaltanti canzoni. Si respira aria vecchia, anni ottanta.
Lo abbiamo anche detto più volte: nel campo degli arrangiamenti in Italia (e anche nel resto del mondo) non c’è stata più evoluzione dal 1990 circa. Lì si è fermato tutto. E’ davvero ammorbante sentire dopo 16 anni gli stessi giri, gli stessi accordi, le stesse sonorità. Non se ne può più. Visto che non si riesce ad andare avanti, perché allora non tornare indietro? Tutto quello che volete ma toglieteci di torno quelle atmosfere alle quali ci siamo già assuefatti da anni!

Tornando al disco di Mina, si spera che questo sia un episodio a parte, uno dei (tanti) incidenti di percorso della Mina degli ultimi anni. Nel futuro c’è un progetto molto interessante e di grandissimo livello, di cui ancora non si può parlare. Per scaramanzia, dicono. I nomi ci sono di già e fanno ben sperare. Auguriamoci sia davvero così.

23 commenti:

andrea ha detto...

Una curiosità: il nipote di Mina avrà spedito come tutti gli altri il suo demo a GSU via Generoso, 2 - 6900 Lugano (CH)?

Come lo invidio!

Anonimo ha detto...

Allora è Apicella il nuovo Mingardi o Mingardi il nuovo Apicella? bah....che ne pensi di ondarock.it? e di scaruffi? sei in sintonia con le loro recensioni?

Andrea ha detto...

"questa apologia di Mogol, un autore "normalissimo" che ha avuto il c.... di incontrare un genio e dividerne con lui gloria ed onori, come se avesse dei meriti, proprio non mi va giù"

Uno che ha scritto i testi di album come "Il mio canto libero", "Il nostro caro angelo", "Anima latina" (ne cito solo alcuni), per non parlare di singoli brani come "Pensieri e parole" (con due testi intrecciati) ha avuto solo culo?
Magari cerca di indicare qualcuno che ha scritto di meglio per fare degli esempi.
Posso capire l'antipatia, e l'invidia derivante dalla concorrenza.....d'altronde troppi autori importanti magari inflazionando il mercato tenderebbero a farsi la guerra tra di loro, ma penso proprio che quello che tu chiami "genio" non sarebbe venuto fuori con nessun altro al suo fianco....e non è necessario che ti faccia degli esempi.
Riguardo Mina, beh....non canta più dal 1979 (uscita di "Attila"). Ha deciso di ritirarsi dal pubblico, e questo è perfettamente ragionevole visto che faceva concerti da vent'anni prima e con tutto quello che ha dovuto sopportare negli anni.
Da allora però canta come se fosse una signora distesa su un divano a vedere telenovelas; perdendo il contatto con la realtà la sua voce è profondamente cambiata (in peggio......inutile dire di no) e i dischi da allora - nonostante lo zoccolo duro - fanno....ehm......veramente schifo.
Ogni anno leggiamo le solite recensioni: nessuno ha il coraggio di dire che "l'arrangiatore" se non fosse suo figlio non troverebbe lavoro nemmeno alla nettezza urbana!

mike ha detto...

Mogol è il più grande autore italiano. Già prima di incontrare il "genio" aveva dimostrato di saperci fare, scrivendo parecchi successi. Poi ha conosciuto Battisti e l' ha lanciato... sappiamo tutti come è andata. E sappiamo bene che, una volta terminato il sodalizio, Mogol è tornato a scrivere successi per altri interpreti, mentre Battisti non ha più azzeccato un album. Se Battisti è un mito è solo grazie alle canzoni scritte con Mogol, punto e basta.

Quanto a Mina... Potrebbe cantare anche l' elenco telefonico. E' una casalinga che legge, guarda la TV (le telenovelas come dice Andrea!), cucina per figli e nipoti, e una volta all' anno -perché è dotata di uno straordinario talento vocale- si può concedere il lusso d' incidere un disco e arrivare ai primi posti in hit parade. Senza un' intervista, senza un concerto né un passaggio in TV.

Forse il prezzo che paga per il suo "esilio" cominciato nel 1979 è proprio questo: dischi puliti, professionali e piacevoli ma nel complesso statici. E' vero che ultimamente ci sono stati episodi eccellenti come i progetti dedicati alla canzone napoletana, a Modugno, a Sinatra e alla musica sacra. Ma è forse troppo poco in quasi 30 anni... La sua voce è miracolosamente intatta e fresca, quello che oggi le manca sono solo canzoni che abbiano il sapore di "classici", brani destinati a diventare nuove gemme nel suo repertorio. Ci aveva abituato troppo bene negli anni '60 e '70, quando ne sfornava a getto continuo.

Il fatto è che non c' è una spiegazione. Sembra semplicemente che Mina si accontenti così... Peccato.

eros975 ha detto...

Non condivido nemmeno una parola di quanto scritto sottoforma di critiche sul nuovo disco della cantante italiana più straordinaria di tutti i tempi...

Trovo alcune frasi veramente di pessimo gusto e studiate appositamente per far sembrare di aver trovato dei motivi di deprezzamento pure dove non v'era la possibilità di farlo.

Christian ha detto...

rispondo ad alcuni lettori:

Andrea - si, il nipote ha messo il demo in una busta come tutti gli altri ma poi lo ha depositato direttamente nella buca delle lettere di casa (risparmiando sul francobollo)

Anonimo - non credo che Scaruffi e ondarock si interessino del cd di Mina.

Per i difensori di Mogol: sarebbe lungo e complicato spiegarvi CHI E' veramente Mogol. E soprattutto pericoloso (per me) . Posso solo consigliarvi di chiedere delucidazioni a tutti gli autori che ha avuto sotto contratto alla Ricordi e alla Numero Uno. A partire dai vari Riccardi e Albertelli, Roberto Soffici fino ad arrivare ad Oscar Prudente. E poi fare la conta dei testi firmati da Mogol e quelli REALMENTE scritti dal Rapetti. Oppure cercare di capire il motivo del perchè nei credit de IL CIELO IN UNA STANZA e UNA LACRIMA SUL VISO appaiano i nomi di Toang e di Lunero. Comunque parlare di Mogol mi rattrista e mi deprime.

Mina non canta dal 1979? Immagino avrai voluto dire in pubblico, vero? Perchè sennò i dischi degli ultimi 27 anni li avrebbe cantati la mia postina. Comunque Mina non canta in pubblico dal 1978, non dal 1979.

Mike - Battisti non ha più azzeccato un album da quando ha lasciato Mogol? No comment .

eros975 - non penso di avere criticato "la cantante più straordinaria di tutti i tempi". Ho criticato quest'album (e parzialmente). Non so se l'hai notato, ma è questo quello che di solito faccio :commento e recensisco. E qui non si tratta du gusti esclusivamente personali, naturalmente.

Massimo ha detto...

Per Andrea e company...andate a zappare la terra..e chi sà se si ricorderanno di voi tra 48 anni..

Massimo ha detto...

...ora ho capito come funziona questo blog..Grande Mina per un grande cd...

Andrea ha detto...

"Per i difensori di Mogol: sarebbe lungo e complicato spiegarvi CHI E' veramente Mogol. E soprattutto pericoloso (per me) . Posso solo consigliarvi di chiedere delucidazioni a tutti gli autori che ha avuto sotto contratto alla Ricordi e alla Numero Uno. A partire dai vari Riccardi e Albertelli, Roberto Soffici fino ad arrivare ad Oscar Prudente. E poi fare la conta dei testi firmati da Mogol e quelli REALMENTE scritti dal Rapetti. Oppure cercare di capire il motivo del perchè nei credit de IL CIELO IN UNA STANZA e UNA LACRIMA SUL VISO appaiano i nomi di Toang e di Lunero. Comunque parlare di Mogol mi rattrista e mi deprime."

Christian......lo sappiamo che esistano autori che firmano testi al posto di altri e ne incassano i compensi (e Mogol non fa eccezione), quello che non capisco è come mai i diretti interessati nel corso degli anni non abbiano mai denunciato tutto ciò: bisognerebbe pur cominciare da qualche parte, visto lo schifo che regna in tutti i campi (vedi Moggi).
Mi ricordo - a proposito di questo tema - un articolo recente di Samuele Bersani.
Di Mogol in particolare non riesco a credere che non abbia scritto nemmeno una riga dei testi di Battisti, ed è su questo punto che lo indicavo come non avente solo c..o.
L'anno 1979 l'avevo preso in considerazione come quello dell'ultimo disco veramente bello di Mina ("Attila") e non come quello del suo ritiro dalle scene.

"Per Andrea e company...andate a zappare la terra..e chi sà se si ricorderanno di voi tra 48 anni.."

Ho sempre zappato la terra con tutta la dignità di un essere umano vero.
Credo che si ricorderanno di me (e l'esempio vale per tutti) quelli a cui ho voluto bene e che mi hanno ricambiato.....e questo mi basta.
Anche Hitler se lo ricordano in parecchi....e non credo che gli faccia piacere se potesse vedere in che modo!

christian ha detto...

Per Andrea: no, anche Mogol nella sua carriera 50enaria ha scritto "qualche" testo. Ad esempio, tutti quelli che parlano di terra, ciuffi d'erba, solai, grano, discese ardite e risalite. Appena scorgi in un testo di Mogol parole di questo genere, non sbagli: sono sue ! Quando invece si tratta di cose tipo IERI SI' o NON CREDERE, ecco..tanto per restare nel tema, "non credere".
ATTILA ultimo bel disco di Mina? No, dai..ci sono stati parecchi bei dischi negli anni successivi. Da SI BUANA a RANE SUPREME fino ad arrivare a VELENO. Ed altri brutti (MINA-CELENTANO o SORELLE LUMIERE)

mike ha detto...

Vorrei rispondere a Christian, che palesemente è in disaccordo con me quando dico che Battisti, dopo la separazione da Mogol, non ha più azzeccato un disco.

Intendo dire che (volutamente) non ha più fatto brani capaci di entrare nella testa, capaci di essere ricordati. Sono canzoni ermetiche, sciarade, molto minimaliste da un punto di vista armonico. Va bene, ha scelto una via sperimentale, ma quante persone oggi sanno cantare o anche solo nominare qualche pezzo firmato Battisti-Panella? Per il 99 per cento dei fan di Lucio tutto il suo lavoro dopo il 1980 (anno della separazione con Mogol) è quasi inesistente, o comunque irrilevante rispetto al percorso precedente, diciamoci la verità!!

Un mio cugino -musicista e laureato in musicologia- parla apertamente di involuzione di Battisti. Il dibattito, se a qualcuno interessa, è aperto...

Anonimo ha detto...

Se mina è una grande cantante billie come la definiamo.
Mina bela abbaia ed altro.Se cantasse l'elenco telefonico sarebbe più accettabile.
E' una vita che fa quello e solo quello.Per non andare troppo in alto la vanoni vale 1.1 di più.
Ciao

christian ha detto...

Per Mike: che non abbia fatto più brani che siano entrati nella testa dopo appena due minuti dal primo ascolto in parte può essere vero.
Però di brani orecchiabili ce ne sono, almeno un paio in ogni album, dal 1982 in poi. Pensa a quel capolavoro che era Don Giovanni..! Pensa alla title track, a LE COSE CHE PENSANO, FATTI UN PIANTO, EQUIVOCI AMICI. E ai successivi. Certo, anche io avrei voluto un Battisti legato al carro di PENSIERI E PAROLE. Ma gli artisti veri si evolvono, a discapito anche della commerciabilità del proprio prodotto. Sarebbe stato sicuramente più facile ,una volta abbandonato Mogol, reclutare un paroliere meno ostico di Panella. Mogol NON ERA insostituibile. Ma non l'ha fatto. La sua strada doveva essere quella, si vede.

Beppe76tv ha detto...

Ciao Christian complimenti per i bellissimi articoli che scrivi e che leggo sempre con molto interesse, ti scrivo perchè qui si parla di Mina e del suo (ahime) mediocre Bau, Seguo Mina da 16 anni ora ne ho 30 e ho tutti i suoi CD, in questo lavoro si denota la stanchezza e la secchezza della voce, e una svogliatezza nell' esecuzione dei brani pesante da digerire, per dei testi non esaltanti e degli arrangiamenti nuovi di 15 anni fa, ora se fino a Veleno, con degli archi magnifici come quelli di ferrio e con la voglia di fare bene la voce e le canzoni filavano e si ricantavano, con questo Bau non si può, le note centrali di Mina che rendevano magico ciò che diceva, ora sono ricoperte e non poco dalla una raucedine fastidiosissima, in una canzone come " Come te lo devo dire" che vorrebbe essere ironica, con quel rantolio riccorrente diventa tutto pesante e incompresibile musicalmente, Canzone mediocri per un album cantato in un modo molto approssimativo, per il prossimo auspicherei più cura nel canto e nella scelta delle canzoni, e magari basta con stà storia di "buona la prima" a 66 anni con la voce in calo, con un pò più di calma e attenzione Mina può ancora farmi sentire al settimo cielo.
Grazie e scusa lo sfogo

Anonimo ha detto...

per christian, visto che ti ritieni abbastanza informato perchè non racconti qualcosa in più di mogol? come ha raggiunto certi livelli?
su mingardi lo ritengo anche io mediocre, ma il tuo accanimento a mio giudizio ti fa perdere di credibilità nella tua critica, sembra molto che tu voglia stroncare tanto per stroncare, per fare notizia per ergerti a esperto e critico che non si fa condizionare dal grande nome( mina noturalmente) e dalle sue scelte.
mi riferisco in particolare al verso del ritornello da te preso in esame cioè "sotto quest cielo, solo tu resisti, sei come una canzone di mogol e battisti". ecco se ci pensi un attimo non sono solo le parole in sè da giudicare analizzare o stroncare, ma la sensazione che evocano, il significato da leggere tra le righe. se ti interessa ti spiego quello che ci leggo..l'unico appunto che si può eventualmente fare è quello d far ricorso a nomi altisonanti per attirare l'attenzione, per dare valore al verso, alla strofa, perchè non c'è dubbio che è lo stesos titolo in primisi che da valore alla canzone. ma questo avviene in tanti generi, con tanti autori. e allora, lo stronchiamo? dimmi per curiosità alcuni ottimi testi scritti negli ultimi anni, naturalmente non per paragonarli a questo di mingardi o per criticarti ma per capire quale tu ritieni un grance testo.
Marko

Anonimo ha detto...

Condivido tutto quello che hai scritto.
Mi fa piacere che qualcuno riesce a vedere tra le righe (non ci vuole poi molto impegno per la verita').
Oggi il panorama artistico e in particolare musicale e' traboccante di questi finti artisti, tutti amici tra di loro, che per simpatie e convenienze si autocelebrano...
credo che ci sia molta gente che vale molto di piu', ma semplicemente non li frequenta e resta anonima.
Qualcuno bravo e famoso c'e' anche naturalmente, ma in genere chi e' bravo resta un po' in disparte. Meglio cosi'.

saluti

Anonimo ha detto...

Condivido tutto quello che hai scritto.
Mi fa piacere che qualcuno riesce a vedere tra le righe (non ci vuole poi molto impegno per la verita').
Oggi il panorama artistico e in particolare musicale e' traboccante di questi finti artisti, tutti amici tra di loro, che per simpatie e convenienze si autocelebrano...
credo che ci sia molta gente che vale molto di piu', ma semplicemente non li frequenta e resta anonima.
Qualcuno bravo e famoso c'e' anche naturalmente, ma in genere chi e' bravo resta un po' in disparte. Meglio cosi'.

saluti

carlo ha detto...

non so chi scrive su questo blog
certe idiozie e dimostra di essere un grande ignorante della musica..Il citato Alessandro Bono è una riga sopra ai tanti cantatutori di adesso e ha scritto bellissime canzoni che la stragrande maggioranza non conosce scritte da lui anche x altri cantanti.
Purtroopo la vita non gli ha dato "il tempo" x farsi conoscere dal pubblico, peccato ma oggi meriterebbe il giusto rispetto e non essere menzionato come uno dei tanti...

Anonimo ha detto...

Non mi sembra molto corretto quello che hai detto su Mogol; scrivere un buon testo è alttrettanto difficile quanto scrivere una buona musica. Io penso che non ci sarebbe stato nessun Battisti senza un Mogol e nessun Mogol senza un Battisti. La perfezione che hanno raggiunto è stato solo grazie al lavoro insieme

romeo ha detto...

sono stato preceduto ma voglio rimarcare anch'io il fatto che MINA non canta in pubblico dal 1978 e non dal "79 !!.
Ribadisco il concetto che MINA potrebbe cantare anche l'elenco telefonico.
Affermo che MINA non è praticamente criticabile (nel senso letterale greco...per chi non lo sapesse, vada a farselo spiegare...) perchè è semplicemente MINA!
Una volta Nino Rota ebbe a dire che nella gola di MINA ci sta una orchestra....
Saluti cari a tutti!

Anonimo ha detto...

Più rispetto per Alessandro Bono. Ma in un paese in cui Gigi D'alessio vende milioni di dischi mi sa che è difficile...

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Al ha detto...

trovo che le parole scritte siano di pessimo gusto, perché se a uno non piace un intero disco non occorre star la a farne un affare di stato in internet, se andrea mingardi è considerato di poco talento è altrettanto di pessimo gusto ciarlare a vanvera su un sito perchécritiche di questo genere sono talmente patetiche che non meritano nemmeno considerazione. Il cd preso in considerazione è un cd che non può essere considerato un colpo basso di Mina perché se Mina ha deciso d'inciderlo è perché LEI ci credevae probabilmente ci si trovava, non per avere gente che si occupava di criticarne aspetti tecnici o altre cose. La musica non esiste per tale scopo.