04 giugno 2005

Cosa sto ascoltando: Crescent di John Coltrane

Per l'intera settimana ho messo sul piatto (virtuale) del mio player un disco di circa 40 anni fa: Crescent di John Coltrane, annata 1964. Ho attivato la funzione di auto-replay ed il disco sta continuando a suonare ininterrottamente sullo sfondo delle mie varie attività, lavorative e non. Ed ancora adesso non riesco a cambiare disco, ancora stregato dalle atmosfere create dalla famigerata "completa comunione" cui il quartetto di esecutori dà luogo: il "divino" sax tenore di Trane, il tappeto quasi melodico dei piatti di Elvin Jones, il pianismo "liquido" di McCoy Tyner e l'inconfondibile pulsazione del contrabasso di Jimmy Garrison, che fanno di questo gruppo uno dei più importanti di tutta la storia del jazz. Jones spiegava così qualche anno dopo: "La questione essenziale era il rapporto col quartetto. Le cose arrivavano in modo fisico, intellettuale e emozionale come non avevo mai conosciuto prima. Sentivo come una fusione perfetta, una gioia. Era sempre una gioia suonare, in studio o in un nightclub. C'era sempre lo stesso feeling, davanti a un largo pubblico o a nessuno. La musica era il nostro unico scopo."

Se ancora non conoscete John Coltrane, sappiate che almeno una volta nella vita bisogna ascoltarlo... Se invece lo conoscete, probabilmente conoscerete il suo massimo capolavoro, A Love Supreme: uno di più grandi album della storia del jazz, e dell'intera musica del '900, che occupa stabilmente i primi posti di varie classifiche dedicate ai migliori album di tutti i tempi (a titolo di esempio ve ne riporto un paio: una dedicata al jazz e l'altra onnicomprensiva).
Ed anche senza aver mai ascoltato Crescent, immediatamente vi sembrerà familiare, tanto simili sono le atmosfere create in alcuni suoi brani con quelle del suo massimo capolavoro.

L'album infatti precede di circa 6 mesi (inciso in due sessioni il 27 aprile e 1 giugno 1964) A Love Supreme (inciso il 9 dicembre '64) e ne condivide completamente l'organico: stessi esecutori, stessa casa discografica, stessi ideali cosmici e spirituali del leader, che è anche l'unico compositore di tutti i brani di entrambi gli album. I due brani più famosi di quest'album sono la title track e Lonnie's Lament: entrambi pezzi modali, hanno uno sviluppo simile che parte da un tema iniziale in quasi rubato fino a stabilire il groove del brano prima degli assoli (vedi nota finale per i termini gergali qui usati).

In Crescent il solista di punta è il leader, con un assolo che si stira e sviluppa fino ai limiti dello strumento con sonorità aspre, dissonanze e qualche roco "grido" dell'ancia che amplificano il pathos dell'esecuzione. Personalmente, il brano che preferisco è Lonnie's Lament dove il solista di maggior rilievo e spessore è il contrabbassista Jimmy Garrison che, con un assolo in gran parte non accompagnato, rimane nello swing del brano fino alla chiusura finale di Coltrane.

Questa è la classifica di personale gradimento dei brani inclusi nell'album con, tra parentesi, il numero di tracklist:
1. Lonnie's Lament (04)
2. Crescent (01)
3. Wise One (02)
4. The Drum Thing (05)
5. Bessie's Blues (03)

[Nota sui termini gergali utilizzati nell'intervento]
Sistema modale vs. Sistema tonale - Il nostro orecchio è abituato alla tonalità: noi conosciamo perfettamente il suono delle tonalità maggiori e minori, grazie a un patrimonio di musica tonale di più di 500 anni. La maggior parte della musica che ascoltiamo, infatti, sia essa classica, jazz, pop o rock, si basa sul sistema tonale. Questa tradizione sonora fa sì che una scala maggiore ci risulti molto più familiare che non un modo superlocrio diminuito; di conseguenza, il suono dei modi ci appare spesso misterioso e intrigante. L'uso che facciamo dei modi, però, è ibrido: quasi sempre il loro inserimento è mirato a creare una variante di suono all'interno di progressioni tonali, mentre nei paesi che hanno una tradizione modale, la musica è interamente basata sui modi.

Tempo rubato - Esecuzione di una serie di battute affrettando il tempo di alcune note e ritardando quello di altre, sì da mantenere inalterata la durata complessiva delle battute conseguendo un particolare effetto espressivo.

Groove - Se si analizza un brano musicale di qualsiasi genere, ci si accorge che ogni parte della sua struttura è caratterizzata da un giro armonico e melodico che la qualifica; se si scindono le varie parti del brano si scopre che vi è un giro di basso, una ritmica di percussioni, un riff di chitarra o melodie di tastiera o violini. Una volta isolato questa unità principale possiamo asserire di avere tra le mani un groove.

Voto: 10/10

1 commento:

Gianluca ha detto...

Premetto che non conosco Crescent. Ma conosco il Coltrane di "A love supreme" (di cui circola su CD a prezzo supereconomico anche una versione live): stellare. Giova, però, dire - onde evitare che taluno possa credere di avere a che fare con "canzonette" - che "A love supreme" non è di facile ed immediato ascolto. E' un lavoro (anzi: un capolavoro) straordinario, da ascoltare con calma e più di una volta.
Personalmente ritengo possa essere un buon metodo per familiarizzare con le sonorità del jazz modale e dell'improvvisazione hard bop (ed in particolare con la tessitura sonora del sax di Coltrane) ascoltare prima un altro capolavoro: "Kind of blue". Questo disco (del 1958) è pubblicato a nome del celeberrimo Miles Davis, il quale suona accompagnato (si fa per dire) da un gruppo stellare, tra cui, al sax tenore, figura un Coltrane in forma smagliante.
"Kind of blue" non è solo il primo straordinario esempio di jazz modale (in cui tutti i brani sono costruiti sullo schema classico del blues, con effetti armonici e melodici sorprendenti, capaci di mostrare la ricchezza espressiva di cui è capace una struttura apparentemente elementare qual è quella del blues). E' una summa dello stile e della tecnica jazz fino a quel momento sviluppata.
Ecco. Per comprendere gli sviluppi futuri (e, dunque, la scintillante arte del Coltrane degli anni a venire) occorre, a mio modesto parere, partire da lì.
Un'ultima nota per gli audiofili: sia "A love supreme", sia "Kind of Blue" sono presenti sul mercato in CD audio remasterizzato in digitale. La prima registrazione - quella di Coltrane - presenta un lieve squilibrio nel fronte stereofonico (è come se il suono "tirasse" da una parte) ma, grazie al buon lavoro dei tecnici, è stato decentemente restaurato.
Da parte sua "Kind of blue" lascia sbalorditi. La qualità della registrazione è pari a quella del suo contenuto ed il loro valore è, semplicemente, assoluto.
Da segnalare, per i "malati", l'esistenza di "Kind of blue" anche in SACD (che non ho ascoltato).

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