12 agosto 2006

Chi ci lascia: Arthur Lee

Sono passate poche settimane dalla scomparsa di una delle figure leggendarie del rock psichedelico degli Anni '60, Syd Barrett, e questa settimana apprendiamo della scomparsa di Arthur Lee, altro artista leggendario di quel periodo, fondatore e leader carismatico del gruppo cult dei Love.

I Love non scalarono mai le classifiche nè ebbero dei grossi successi, causa principalmente il loro pervicace rifiuto ad esibirisi in tour con la conseguenza che sono rimasti sempre confinati nel circuito underground, a differenza di gruppi similari quali Byrds e Velvet Underground che sono assurti a ben più ampia popolarità, anche postuma. Nonostante il brevissimo periodo di attività (dal 1966 al 1970), la loro popolarità tra gli appassionati è continuata a crescere sino a divenire un vero e proprio cult nel 2000, quando fu rieditato il loro capolavoro, l'album Forever Change, considerato da critici ed intenditori tra i migliori album dell'intera storia del rock.

Lee si definiva il "primo hippy nero" e mise su una banda multirazziale. Ebbe un vita piuttosto travagliata, con continui guai con la legge, sinchè non uscì definitivamente di prigione nel 2001. Qualche mese fa gli fu diagnosticata una leucemia che l'ha portato alla morte avvenuta all'età di 61 anni.

I Love ci lasciano 4 mitici album prodotti tra il 1996 ed il 1969: Love, Da Capo, Forever Changes e Four Sail.

Arthur Lee Compilation

Love: My Little Red Book
Love: Signed D.C.
Love: ¡Que Vida!Listen Now!
Love: Always See Your Face
Love: Seven & Seven Is
Love: Bummer in the Summer
Love: Maybe the People Would Be the Times or Between Clark and Hilldale
Love: A House is nont a Motel
Love: Can't Explain
Love: Revelation
Love: Singing Cowboy
Love: Your Friend and Mine - Neil's Song
Love: I'm with You
Love: Wllow Willow
Love: Flying
Love: Slick Dick
Love: Keep on Shining

Articolo precedente della serie: Syd Barrett

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