20 gennaio 2007

Hit Parade Brani/ Settimana n.03 del 2007-01-20

Classifica dei brani di maggior successo della settimana n.02, relativa al periodo dal 7 al 13 gennaio 2007 (cliccando sul titolo, si aprirà una nuova finestra dove viene eseguito il video clip del brano).

Classifica Brani, Settimana n.03 - 2007
PosPos-1TITOLOINTERPRETEScore
12PatienceTake That100
21Io cantoLaura Pausini98
33Gli ostacoli del cuoreElisa feat. Ligabue97
45All good things (come to an end)Nelly Furtado feat. Zero Assoluto64
56OcchiZucchero60
64Ed ero contentissimoTiziano Ferro59
710Snow (Hey Oh)Red Hot Chili Peppers50
811InstabileNek49
99I don't feel like dancin'Scissor Sisters46
108JumpMadonna46
1114Window in the skiesU246
1212Rock this party (Everybody dance now)Bob Sinclar feat. Cutee B43
137The saints are comingU2 & Green Day42
1413IllegalShakira feat. Carlos Santana40
15^She's MadonnaRobbie Williams feat. Pet Shop Boys35
1620LovelightRobbie Williams30
1717MartyrDepeche Mode30
1822Sei parte di meZero Assoluto28
1915Rock steadyAll Saints28
2016IrreplaceableBeyoncè27
2126I still haven't found what I'm looking forCoco Freeman feat. U224
22^Coming around againSimon Webbe24
2323Non me lo so spiegareLaura Pausini feat. Tiziano Ferro23
24^Sono innocenteRenato Zero23
2529Cosa vuoi che siaLigabue23
2621This is not real loveGeorge Michael & Mutya Buena23
2728CambieràNeffa23
28^Strada facendoLaura Pausini22
2918Primo appuntamentoGigi D'Alessio21
30^Down on my kneesAyo21

LEGENDA: Il simbolo ^ denota i brani non presenti nella settimana precedente. L'ultima colonna rappresenta un indicatore che misura relativa di un successo di un brano, posto uguale a 100 quello in prima posizione E' disponibile una nota metodologica che illustra i criteri utilizzati per l'elaborazione della classifica.

Insospettabile seconda giovinezza per i Take That che conquistano la vetta della classifica dei brani di maggior successo anche in Italia con la piuttosto mediocre Patience. L'ex leader dei Take That, Robbie Williams, si barcamena invece a metà classifica con un paio di brano dall'album RUDEBOX: Lovelight (al 17°) e l'ultimo estratto, She's Madonna dove si fa aiutare dai Pet Shop Boys.

Continuano a mietere successo gli Zero Assoluto che sono in classifica con due brani: con il longevo Sei parte di me, da tempo immemore in classifica, e con una comparsata nel godibilissimo hit All Good Thing (Come to an End) di di Nelly Furtado, succedutosi al precedente e forse ancora più godibile Promiscuous: musica assolutamente commerciale, certo, ma fatta con gusto e appeal.

Rientrano nella Top 30 Coming Around Again (22° posto) di Simon Webb e, ultimo, una lieta sorpresa: Down On My Knees di Ayo, forse il brano più godibile presente in classifica questa settimana. Le new entry sono invece due brani italiani che preferisco non commentare: Sono innocente del noiosissimo Renato Zero e la cover di Strada facendo della Pausini.

E sempre per chi fosse interessato, concludiamo con quelli che a nostro parere riteniamo i migliori ed i peggiori brani in classifica.

I MEGLIO
  1. Down On My Knees - Ayo
  2. I Don't Feel Like Dancin' - Scissor Sisters
  3. All Good Things (Come to an End) - Nelly Furtado
  4. Gli ostacoli del cuore - Elisa feat. Ligabue
  5. Rock This Party - Bob Sinclar & Cutee B feat. Dollarman & Big Ali
I PEGGIO
  1. Sono innocente - Renato Zero
  2. Instabile - Nek
  3. Irreplaceable - Beyoncè
  4. Strada facendo - Laura Pausini
  5. Patience - Take That
Alla prossima.

Classifica settimana precedente: Hit Parade Brani/ Settimana n.02 del 13/01/07

3 commenti:

Marcello ha detto...

Strada Facendo del maestro Claudio è un capolavoro anche se mi metto io a cantarla... figuriamoci se la canta una professionista come la Pausini ! Non accetto la bocciatura di chartitalia ! :-)

Anonimo ha detto...

Yhm...a me Nelly Furtado piaceva di più prima che fosse colta dalla sindrome post maternità. Ossia quella che ti piomba addosso a seguito di un parto e per cui, ho notato, che una donna soffra l'irresistibile pulsione e bisogno di sentirsi femme fatale. Stessa cosa è capitata, per esempio, a Martina Colombari.
Insomma di baldracchine sculettanti e canzonette alla "Promiscuous" ce ne sono anche troppe; speravo che lei fosse immune...
Pazienza.
Altra cosa che capisco poco è l'esaltazione degli Scissor Sister. Mi domando cos'abbiano mai prodotto di buono, che già nato dai Bee Gees. Boh.
Infine, mi sembra di aver letto un Ansa che riferisce come Bush voglia difendersi dai missili cinesi, semplicemente irradiando a manetta nell'etere il pezzo di Elisa e Ligabue. Una palla atomica.
De gustibus semper comunque.

Anonimo ha detto...

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"Duplicare file non è reato"
Cassazione: "Se non c'è fine di lucro"
Scaricare dalla Rete file e programmi protetti dalle norme sul diritto d'autore e metterli a disposizione di altri utenti non è reato se da questo tipo di attività non si ricava alcun concreto vantaggio di tipo economico. E' una sentenza destinata a far discutere quella della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di due studenti torinesi, condannati in per avere "duplicato abusivamente e distribuito" programmi illecitamente duplicati.


I due ragazzi li avevano "immagazzinati" su un server del tipo Ftp (File transfer protocol) "dal quale potevano essere scaricati da utenti abilitati all'accesso tramite un codice identificativo e relativa password".

Ad uno dei due la sentenza della Corte d'appello del capoluogo piemontese datata 29 marzo 2005 (ora annullata "senza rinvio" dalla Suprema Corte) imputava anche il possesso, presso la propria abitazione, di software destinato "a consentire o facilitare la rimozione dei dispositivi di protezione" applicati a programmi per pc. Di fatto, i due studenti, avvalendosi di un computer in funzione presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un archivio on line di dati e programmi, raggiungibile da un normale indirizzo ip, dal quale una "community" di utenti era libera di attingere in cambio, a sua volta, del rilascio di materiale informatico.



I reati contestati ai due ricorrenti erano quelli previsti dagli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d'autore, la numero 633/41, sottoposta a tutta una serie di modifiche in anni recenti: nell'ultima formulazione, il primo prevede "la punibilità da sei mesi a tre anni, di chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Siae"; il secondo punisce con la reclusione da uno a quattro anni chi "riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi".

Ebbene, per la Cassazione in primo luogo è da escludere per i due studenti la configurabilità del reato di duplicazione abusiva, attribuibile non a chi in origine aveva effettuato il download, ma a chi semmai si era salvato il programma dal server per poi farne delle copie. Ma soprattutto "deve essere escluso, nel caso in esame, che la condotta degli autori della violazione sia stata determinata da fini di lucro, emergendo dall'accertamento di merito che gli imputati non avevano tratto alcun vantaggio economico dalla predisposizione del server Ftp". Per "fine di lucro", infatti, "deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto, che non può identificarsi con un qualsiasi vantaggio di genere; né l'incremento patrimoniale può identificarsi con il mero risparmio di spesa derivante dall'uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell'ingegno, al di fuori dello svolgimento di un'attività economica da parte dell'autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l'abuso". Anche con riferimento alla detenzione di un programma destinato a rimuovere o ad aggirare dispositivi di protezione "non emerge - avvertono i giudici - dall'accertamento di merito la finalità lucrativa cui sarebbe stata destinata la detenzione e, tanto meno, un eventuale fine di commercio della stessa"