19 dicembre 2010

Chi ci lascia/ Captain Beefheart

Avantieri, all'età di 69 anni, è morto Don Van Vliet, più noto con il suo nome d'arte Captain Beefheart. Beh, noto magari è un termine forte. I suoi dischi non hanno mai venduto alcunchè, ciononostante è considerato uno dei più grandi artisti rock di tutti i tempi. Ed il suo album più celebrato, TROUT MASK REPLICA inciso rocambolescamente nel 1969, è elencato al 58° posto nella classifica "500 Greatest Albums of All Time" di Rolling Stone.

Captain Beefheart si posiziona nella storia del rock come un John Cage si posiziona nella storia della musica classica, o come un Jackson Pollock si posiziona nella storia delle arti visive, o come un Ornette Coleman si posiziona nella storia del jazz.

La sua opera si può apprezzare esclusivamente considerandola a livello linguistico, ed è quasi riservata agli "addetti ai lavori". Tant'è che Captain Beefheart viene riconosciuto come uno degli artisti che maggiormente hanno influenzato i musicisti dei decenni successivi, sopratutto i musicisti dell'area punk e new wave, Clash e Devo per citarne un paio. Ma anche artisti contemporanei quali Tom Waits o PJ Harvey.

Se non sapete chi sia stato Captain Beefheart difficilmente ne apprezzerete le varie opere. E non è un artista che folgora al primo ascolto. Anzi, il suo valore è quasi meta-musicale, nel senso che lo si apprezza sopratutto per i suoi contributi all'evoluzione del linguaggio musicale.

Ciononostante vi proponiamo l'ascolto totale del suo album-icona in modo che possiate farvene un'idea autonomamente. Questo è il player che contiene tutte le 28 tracce di TROUT MASK REPLICA, facilmente reperibili su YouTube, a dimostrazione della venerazione e popolarità che questo disco mantiene a distanza di 41 anni dalla sua pubblicazione.

Nessun commento: