09 maggio 2006

A proposito di Par Condicio

Resta ancora da capire come mai, nonostante una prova di governo disastrosa, la Casa della Libertà e Forza Italia in particolare, non abbiano subito un tracollo elettorale nelle ultime elezioni politiche. I dati diffusi dal Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva possono aiutare a comprendere, almeno parzialmente, la cosa.

Sono stati rilevati e pubblicati i dati sul "tempo di parola" dei dei soggetti politici nelle edizioni principali dei telegiornali durante il periodo in cui la legge sulla par condicio è stata in vigore (dall'11 febbraio al 7 aprile) ed il loro esame è piuttosto sconfortante. Nell'apposita pagina del Centro d'Ascolto potete dare uno sguardo completo ai risultati; in quest'articolo ci limitiamo a riportare quelli più significativi.

Dunque, mettendo insieme tutti i principali telegiornali (i 3 della RAI, i 3 di Mediaset e quello di La7), risulta che al Centrodestra è andato circa il 58% del tempo totale di parola ed al Centrosinistra circa il 41%: davvero uno strano modo di declinare la par condicio.

Ma la cosa più scandalosa viene fuori se si esaminano i dati disaggregati per azienda. Mentre in casa RAI, il raffronto del tempo totale di parola è pari a 51% al Centrodestra e 48% al Centrosinistra, in casa Mediaset siamo al 66% per il Centrodestra contro il 33% per il Centrosinistra, che indica una chiarissima violazione della legge. Piuttosto curioso è stato anche il comportamento de La7 che ha riservato il 55% del tempo di parola alla Casa della Libertà contro appena il 41% per l'Unione: giusto per capire con chi era schierato il padrone de La7 (che come sapete appartiene alla Telecom di Tronchetti Provera). Ah, a titolo di cronaca, le percentuali del tempo di parola di Rete4: 74% per il Centrodestra contro il 26% per il Centrosinistra.

Altrettanto istruttivo è esaminare il tempo di parola riservato ai vari esponenti politici. Eccolo:

RAI
  1. Silvio Berlusconi: 16,54%
  2. Romano Prodi: 14,60%
  3. Pierferdinando Casini: 7,45%
  4. Piero Fassino: 6,69%
  5. Gianfranco Fini: 6,19%
MEDIASET
  1. Silvio Berlusconi: 52,17%
  2. Romando Prodi: 17,37%
  3. Piero Fassino: 3,27%
  4. Francesco Storace: 1,80%
  5. Pierferdinando Casini: 1,69%
La7
  1. Silvio Berlusconi: 25,15%
  2. Romando Prodi: 12,00%
  3. Francesco Storace: 5,52%
  4. Gianfranco Fini: 3,86%
  5. Piero Fassino: 2,52%

Totale complessivo Berlusconi / Prodi
  1. Silvio Berlusconi: 67,11%
  2. Romano Prodi: 32,89%

Alla faccia della parità di condizioni... E a fronte di tali evidenze cosa è stato l'atteggiamento dell'unico padrone della televisione italiana? Che la par condicio è una legge ingiusta che gli ha impedito di esporre il suo programma. Ma non è questo che ci sconvolge: è che qualche italiano gli abbia creduto.

Par Condicio Compilation
  1. Max Pezzali: MAI UGUALI
  2. Giuseppe Verdi: QUESTA O QUELLA PER ME PARI SONO (dal Rigoletto)
  3. Gianluca Grignani: UGUALI E DIVERSI
  4. Basia: PRIME TIME TV
  5. Leano Morelli: CANTARE GRIDARE SENTIRSI TUTTI UGUALI
  6. Linda Di Franco: TV SCENE
  7. Ron: SONO UGUALE A TE
  8. A-Ha: THE SUN ALWAYS SHINE ON TV
  9. Adriana Ruocco: UGUALI UGUALI
  10. Blur: COFFEE & TV

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mmmm...allora...leggendo soltanto i dati più significativi probabilmente l'impressione che si pulò avere è quella da te descritta...io però, memore delle infinite batoste ricevute con i compiti di matematica, mi sono munito di calcolatrice e ho fatto due conti.

Concentrando l'attenzione sulle sole reti pubbliche (per le quali è bene ricordare che gli italiani pagano un canone) ed in particolar modo sulle prime dieci posizioni viene fuori quanto segue:

La somma dei tempi occupata da esponenti della cdl, ovvero minuti offerti a Berlusconi + Fini + Casini + Tajani è uguale a 91,25 per il Tg1, 60,64 per il Tg2 e 67,85 per il tg3.

Il risultato per l'Unione è 95,92 al tg1, 60,98 al tg2 e addirittura 82,69 al tg3.
Se lo scarto è minimo sulla seconda rete, l'Unione (Prodi, Fassino, Rutelli, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Bonino. Boselli e DiLiberto) ha beneficiato di minuti in più sul principale network e addirittura surclassato la cdl per quanto riguarda rai3.

Ripeto che si tratta semplicemente di sommare i tempi concessi ad ogni politico nelle prime dieci posizioni per ogni testata.

Se la matematica non è un opinione, del vittimismo si può fare a meno. Considerando poi il fatto che buona parte dei suoi minuti, Prodi li ha spesi dicendo agli italiani "si pagherà qualche tassuccia in più"...direi che c'è solo da gioire.

francesco ha detto...

Non c'è che dire...la priorità è una legge seria ,stile USA, sul conflitto d'interessi. Speriamo che la sinistra non perseveri

chartitalia ha detto...

Cito dall'"anonimo" (che sappiamo che è il solito forzitaliota):
"Ripeto che si tratta semplicemente di sommare i tempi concessi ad ogni politico nelle prime dieci posizioni per ogni testata."

E perchè non sommare solo le posizione dal 14 al 18, per esempio? O vogliamo discriminare quelle dal 37 al 43?

E' un modo un po' curioso di considerare i dati che dipendono dall'arbitrarietà del numero di posizioni considerate: se fai lo stesso giochino con le prime 5 posizioni otterrai dati ancora differenti. Fatto sta che quello che conta è il tempo totale di esposizione o dei due schieramenti (ed i dati dimostrano che c'è una chiacciante maggioranza di esposizione a favore della CdL) o dei due leader (ed anche in questo caso c'è una vergognosa prevalenza del candidato della CdL).

Altra cosa curiosa: la legge della para condicio vale per TUTTE le emiteenti e non solo per quelle per cui si paga il canone: ed i numeri dimostrano che c'è stata una palese violazione della legge. Full stop.

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