21 gennaio 2006

Chi ci lascia: Wilson Pickett

In Italia era noto sopratutto per l'incipit "deboraaaaaaaah mia deboraaah" della canzone con cui Wilson Pickett aveva spopolato nel 1968 al Festival di Sanremo, in coppia con Fausto Leali, godibilissimo pezzo di rhythm & blues all'italiana dovuto alla penna dell'eclettico Paolo Conte (quando ancora non cantava i suoi pezzi). Ci ha lasciato ieri a causa di un infarto cardiaco, all'età di 64 anni.
Un altro grande cantautore, Lucio Battisti, aveva appena iniziato a cantare i suoi pezzi quando si presentò a Sanremo in coppia con Wilson Pickett nel 1969 con L'avventura. Il brano ottenne un buon successo, ma sopratutto nella versione dell'autore piuttosto che in quella di "wicked pickett", come era stato soprannominato a causa delle sue irruenti interpretazioni.

Ma quando arrivò in Italia Wilson Pickett era già nella fase discendente della sua carriera. Resterà nella storia della musica come uno dei massimi interpreti del periodo più fulgido di quel particolare genere della musica soul che fu il rhythm 'n' blues, quello della seconda metà degli anni '60. Il suo brano-icona è "Land of 1000 Dances" del 1966, una cover di un trascinante pezzo di Fats Domino del 1963, con il suo irrestistibile inciso: "Na, na-na-na-na, na-na-na-na-na-na-na-na-na-na, na-na-na-na". Tra l'altro, di questo pezzo ne fece una cover Patti Smith nel suo album di esordio, Horses.

L'anno prima era la stata la volta di un altro classico della musica soul, In the Midnight Hour. Altri brani molto noti: Funky Broadway, Mustang Sally e due cover di brani resi famosi da altri interpreti: Hey Jude dei Beatles e Sugar Sugar degli Archies.

Pickett è anche l'interprete, nel 1967, di un brano che diverrà celeberrimo negli anni '80 per essere uno dei brani centrali del film-cult The Blues Brothers: è il primo brano che viene eseguito nella scena di di apertura del loro concerto ed è intitolato Everybody Needs Somebody (To Love).

Probabilmente meno apprezzato di altri artisti legati alla soul music quali Otis Redding, Aretha Franklin o James Brown, ma vi è un'intera schiera di ammiratori che lo preferisce perchè più diretto, più ruvido. Lo ricordiamo elencando la Top Ten dei suoi brani maggiormente significativi.
  1. Land of 1000 Dances, 1966
  2. In the Midnight Hour, 1965
  3. Deborah, 1968
  4. Mustang Sally, 1967
  5. Funky Broadway, 1967
  6. Everybody Needs Somebody (To Love), 1967
  7. Hey Jude, 1968
  8. Stagolee, 1967
  9. Sugar Sugar, 1970
  10. Un'avventura, 1969

1 commento:

Alberto ha detto...

Sarebbe interessante inserire le biografie degli artisti scomparsi sia fisicamente che da mondo della canzone.

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