18 gennaio 2006

Il diritto d'autore visto da Sinistra

Update: questo post è ormai superato dopo l'intervento di Maurizio Zammataro che potete leggere nei commenti. La rettifica è contenuta nell'articolo: "Diritto d'autore e Sinistra: Reloaded". Lo manteniamo come testimonianza della discussione effettuata.
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L'ho cercato per giorni e finalmente l'ho trovato il famigerato Programma dell'Unione (per la verità ancora in versione bozza). E' comunque singolare che l'abbia trovato su un sito "periferico" quale quello di Carta e non nelle decine di siti di Unione, Margherita, Ulivo, Romanoprodi, Fabbrica del Programma, DS, Margherita, ecc. ecc.
Mi sono subito precipitato a vedere cosa dicono i nostri eroi a proposito delle tematiche di proprietà intellettuale e diritto d'autore che tanto ci stanno a cuore. Beh, per una volta devo dare ragione a "colui che non si può nominare": una sagra di banalità. Peggio, una riedizione pari pari dello spirito dell'originario Decreto Urbani. Ma ecco cosa c'è scritto esattamente.

A pagina 258 di 274, giusto per sottolineare la "centralità del tema", inizia il capitolo "La ricchezza della cultura". Bah, penso: che si riferiscano ai soldi che lucrano cinematografari e discografari? Il titolo del primo paragrafo fuga i miei dubbi: "La rinascita culturale come strategia per la crescita". Per farvela breve, a leggere quanto indicato nel paragrafo c'è la solita vecchia banalità di fare soldi con il patrimonio artistico italiano. Con quale ricetta? Sentite:
"Nei 5 anni di legislatura il Ministero per i beni e le attività culturali ha perduto circa il 25% degli stanziamenti complessivi previsti per il 2001 pari a 496 milioni di euro in meno."
Ok, si sta dicendo che la "strategia per la crescita" sarà quella di distribuire più regalie alle clientele coinvolte. Toh, guarda caso: la prima parte del famigerato Decreto Urbani era tutta tesa a distribuire soldi agli operatori "culturali" e a produttori di contenuti. E per non rinunciare ai quali il decreto fu approvato in fretta e furia, trascinandosi dietro le norme forcaiole contenute nella seconda parte.

Ma andiamo avanti. A pag. 260, giusto per ribadire il concetto, leggiamo:
"Il primo tema sarà il reperimento di risorse pubbliche e private per finanziare l’attività culturale. Riteniamo necessario:
- destinare una quota dell'otto per mille una quota degli introiti provenienti dalle estrazioni infrasettimanali del lotto alla cultura, attribuendole al bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali;
- prevedere la destinazione alla produzione di spettacolo e di cinema – principali fornitori di contenuto per televisioni, providers e telecomunicazioni, di una quota degli introiti delle transazioni pubblicitarie delle emittenti televisive nazionali."
Insomma, stanno promettendo dei soldi ad "artisti" e produttori di contenuti: quelli che vogliono in galera i loro clienti che scaricano i contenuti via internet (contenuti, come si vede, che sono finanziati da soldi pubblici, quindi anche da chi li sta scaricando).

Vi risparmio il resto delle intenzioni sciorinate in questo sciagurato capitolo perchè sarei monocorde: rassicurazioni a clientele varie che saranno trovati e distribuiti soldi a palate.

Ma il capolavoro lo troviamo a pagina 261. Sentite.
"Le altre misure che crediamo necessarie sono:
- tutelare il diritto d’autore soprattutto in rapporto all’innovazione tecnologica"

Non ci posso credere!
Abbiamo una legge sul diritto d'autore letteralmente terrorista nei confronti dei cittadini: galera per chi semplicemente scambia una canzonetta da 4 soldi, magari del tutto ritirata dal mercato, multe stellari per chi solo scarica, prelievi forzati che rasentano la rapina da parte dalla SIAE, regalie a tutto spiano ai produttori di contenuti, criminalizzazioni di massa di milioni di consumatori, et similia. E cosa ritengono necessario i nostri eroi? Di tutelare il diritto d'autore!!! Di tutelare i cittadini no, eh?

Se il resto del Programma è a questi livelli, ci aspettano altri 5 anni di notti buie e tempestose. Domani è un altro giorno, recita uno slogan della Sinistra in questi giorni. Non mi sembra proprio. Siamo strettamente nella via maestra tracciata dal maitre-a-penser Urbani: soldi alle lobby e galera per i cittadini.

Ok. Direi che sarebbe il caso di non restare con le mani in mano. Nelle prossime settimane tutti, da destra e da sinistra, verranno a blandirci per chiedere il nostro voto. Suggerisco di chiedere spiegazioni su tale parte del programma ai questuanti di sinistra, inviando richieste per iscritto. Intanto inizio a segnalarvi qualche indirizzo a cui scrivere, sin da subito:
- Romano Prodi, leader Unione di Sinistra;
- Vittoria Franco, responsabile Cultura dei DS
- Margherita

In rete potrete trovare tutti gli indirizzi dei candidati nella vostra Circoscrizione Elettorale, così come tanti contatti telefonici. E se non ci danno ascolto, scarichiamoli.

4 commenti:

Maurizio Zammataro ha detto...

Francamente, e lo dico in modo rispettoso, credo che il programma vada letto tutto.
Per essere puntuali, mi sembra che le critiche al programma siano:
l'Unione promette di dare soldi a chi produce contenuti culturali
L'Unione propone di tassare gli spot in TV
L'Unione vuole 'tutelare il diritto d'autore'

Sul primo punto io rivendico che l'Unione voglia sostenere la produzione culturale, e rivendico che, pero', cio' che e' prodotto con soldi pubblici diventi liberamente accessibile ai cittadini ( come scritto nella parte comunicazione del programma e spiego meglio dopo).

Come tu hai fatto notare la frase davvero incirmainata e' 'tutelare il diritto d'autore'. Come hai rilevato e' una bozza sottoposta all'attenzione dei partiti dal coordinatore del programma. Sono contento di di segnalarti che l'esecutivo dei Verdi ha, nelle proposte di emendamenti, proposto di sostituire quella frase con 'Innovare il diritto d'autore in relazione all'evoluzione tecnologica'.
Avendo scritto io stesso l'emendamento sono convinto e mi risulta che verra' accolto, e spero che sia chiaro come il senso ne sia positivamente stravolto.

Come dicevo il prgoramma bisogna leggerlo tutto, e poche riche sopra potrai trovare qualche frase di cui siamo moderatemente orgogliosi: nel capitolo comunicazione trovate:

"Per rendere libero lo spazio informativo dobbiamo garantire pluralità e libertà, ma anche:

- elaborazione di nuove forme di tutela della proprietà intellettuale, specialmente nel digitale, conciliando i diritti di autori ed editori con l’interesse comune alla massima diffusione della cultura e delle idee;
valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software open source e degli standard aperti;
- riconoscimento e valorizzazione delle professionalità legate ai new media;
- attenzione per la conservazione, l’accessibilità e la disponibilità nel tempo del nostro patrimonio informativo.
- tutela della privacy;
- moltiplicazione delle possibilità di accesso dei cittadini;
- promozione delle nuove tecnologie per la partecipazione politica, sociale e culturale;
- promozione della produzione e diffusione di contenuti provenienti da soggetti indipendenti;

- revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa;
- riconoscimento del valore sociale dell’accesso aperto a contenuti, strumenti e canali informativi, in particolare nel campo della ricerca scientifica;

Spero che sarete d'accordo con me che, al di fuori delle ambiguita' della comunicazione politica, che il risultato sia proprio il contrario di quello che ha fatto Urbani.
Ciao
Maurizio Zammataro

chartitalia ha detto...

Touchè, Maurizio.

Chiedo umilmente venia: sono stato tradito sia dalla mole del programma (non sarei mai riuscito a leggere le 274 pagine in tempi utili, ed avevo una dannata voglia di sapere cosa era stato infilato dentro relativamente alle tematiche di proprietà intellettuali) sia da una ricerca testuale fatta male: ho ricercato dapprima "proprietà intellettuali" senza trovare niente (ahi, l'ho detto, ricerca fatta male) e poi "diritto d'autore", trovando l'obbrobrio da cui il post

Molto, molto bene, sopratutto se passa il tuo emendamento eliminando l'attuale orrenda dizione: "tutelare il diritto d'autore sopratutto in rapporto all'innovazione tecnologica" che è stato ciò che mi ha fatto saltare la mosca al naso, e che era totalmente in contraddizione con il programma di innovazione dei Verdi.

Ok, naturalmente provvedo ad un post riparatorio, con il capo cosparso di cenere...

grazie e ciao

Anonimo ha detto...

Noto che a pag.270 del programma dell'Unione pubblicato sul sito della stessa Unione (www.unioneweb.it) è riportata la frase : "tutelare il diritto d'autore soprattutto in rapporto all'innovazione tecnologica" e non quella proposta dal verde Maurizio Zammataro.

Anonimo ha detto...

soldi soldi soldi...ma che andassero a quel paese tutti quanti! CHI, non scarica da internet roba "illegale"? La SIAE è una mafia! Se dovrebbero arrestarmi perché ho scaricato un film che non si trova in nessun negozio (neanche online), beh siete soltanto degli imbecilli! Mi verrebbe da proporre lo slogan contro la mafia in versione riadattata:
"Allora arrestateci tutti!"

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