19 gennaio 2006

Diritto d'autore e Sinistra: Reloaded

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Come mi ha fatto notare Maurizio Zammataro, prodigioso assistente del senatore Fiorello Cortiana dei Verdi, sono stato un po' frettoloso nel giudicare la bozza di Programma dell'Unione nel mio post di ieri (Il diritto d'autore secondo la Sinistra). Alla fine è stato un errore provvidenziale perchè ci ha permesso di capire come stanno effettivamente le cose.

Dunque, da quanto ha illustrato lo stesso Maurizio, le varie parti del programma sono state messe a punto da gruppi differenti e che non sono stati ancora armonizzati i rispettivi risultati (il programma infatti è sinora solo una bozza).

Fermo restando il giudizio negativo sulla parte del programma incriminata, davvero infelice e squinternata, nel capitolo intitolato "Più informazione, più libertà" (pag. 250) si respira un'aria completamente differente. In particolare, il paragrafo "I nuovi media e l'innovazione" contiene proposizioni totalmente condivisibili. Vale la pena evidenziarle:

"Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di espressione, evitando forme indiscriminate di controllo. Riteniamo infatti prioritario promuovere la capacità di utilizzare gli strumenti in rete : tale capacità è oggi parte integrante della cittadinanza.
Ci impegneremo attraverso iniziative specifiche per la diffusione dei collegamenti a banda larga e di quelli senza fili.
Difenderemo inoltre la libertà di Internet anche a livello internazionale, a fronte di un crescente ricorso a forme di censura e controllo autoritario.
Per rendere libero lo spazio informativo dobbiamo garantire pluralità e libertà, ma anche:
- tutela della privacy;
- tutela dei minori e delle fasce deboli;
- moltiplicazione delle possibilità di accesso dei cittadini;
- promozione delle nuove tecnologie per la partecipazione politica, sociale e culturale;
- promozione della produzione e diffusione di contenuti provenienti da oggetti indipendenti;
- garanzia dell’accesso e produzione di informazione anche da parte dei diversamente abili;
- elaborazione di nuove forme di tutela della proprietà intellettuale, specialmente nel digitale, conciliando i diritti di autori ed editori con l’interesse comune alla massima diffusione della cultura e delle idee;
- revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa;
- riconoscimento del valore sociale dell’accesso aperto a contenuti, strumenti e canali informativi, in particolare nel campo della ricerca scientifica;
- valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software open
source e degli standard aperti;
- riconoscimento e valorizzazione delle professionalità legate ai new media;
- attenzione per la conservazione, l’accessibilità e la disponibilità nel tempo del nostro patrimonio informativo."


Ok, mi sembra sufficiente. E' forse addirittura di più rispetto a quanto mi sarei augurato. In queste formulazioni, ed in altre del capitolo citato, si intravede l'eccellente lavoro svolto dal gruppo dei Verdi e dal senatore Cortiana, uno dei pochi parlamentari impegnato da sempre sulle tematiche legate all'innovazione ed alla tecnologia.

Non solo. Sembrerebbe che l'infelicissima espressione presente nell'attuale bozza del programma è stata emendata dallo stesso Zammataro e che passerà da "tutelare il diritto d'autore sopratutto in rapporto all'innovazione tecnologica" a "innovare il diritto d'autore in relazione all'evoluzione tecnologica" che è davvero tutta un'altra storia.

Certo, per ora sono parole scritte sulla carta. Ma intanto che siano condivisibili almeno quelle. Dopodichè occorrerà trasformarle in leggi applicabili, vincendo la resistenza di interessi costituiti e di lobby che, certamente, hanno i loro rappresentanti in entrambi gli schieramenti.

Intanto un plauso al gruppo di lavoro su "Internet e comunicazione" dell'Unione. Ed una bocciatura per quello su "Cultura e diritto d'autore", ancorato a schemi di urbana memoria. Confidiamo che la versione finale del Programma riformulerà questo infelice capitolo.

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