24 marzo 2006

Cosa (non) sto ascoltando: L'Arcangelo di Ivano Fossati

Se esiste un artista italiano vivente le cui opere comprerei a scatola chiusa, questi è Ivano Fossati. Ed è con questa intenzione che sono entrato in un megastore ed ho preso tra le mani l'ultimo suo album da poco pubblicato, L'ARCANGELO. Salvo irrigidirmi quando l'occhio mi è caduto sulla casa discografica che ha prodotto il cd: Sony BMG. Ho riposto piuttosto schifato l'album al suo posto e sono andato via.

Orbene, quelli della Sony BMG sono quei simpaticoni che, per impedire la copia dei propri cd, hanno infestato centinaia di opere con sistemi protezioni simili a virus, che si installano all'insaputa dell'utente e che è poi impossibile disinstallare, compromettendo lo stesso funzionamento dell'intero computer.

Mi spiace per l'ottimo cantautore ligure, ma dopo la vicenda del virus Sony BMG, mi ero ripromesso di non acquistare mai più alcun prodotto nè di BMG e neanche di Sony. Anche se ciò dovesse condurre a qualche rinuncia, come nel caso di Fossati. Mi spiace, ma è arrivata l'ora che anche gli artisti prendano posizione su questa guerra che coinvolge case discografiche da un lato e consumatori dall'altra: non possono tirarsi fuori perchè sono pesantemente parte in causa, ed accettando di pubblicare una loro opera con una determinata casa discografica, diventano complici della sua cialtroneria.

E' un peccato perchè alcune canzoni che ho avuto modo di ascoltare appartengono al miglior Fossati di sempre. Prime tra tutte la splendida "Il battito", con un testo splendido, una vera e propria invettiva sulla superficialità e faciloneria imperante: "Dateci parole poco chiare / quelle che gli italiani non amano capire", ed ancora: "Parole incomprensibili siano le benvenute / così affascinanti / così consolanti. Non è nemmeno umiliante non capirle anzi così riposante".

Ma anche altri pezzi resteranno tra i suoi capolovari quali "L'amore fa" o "Baci e saluti", e forse altri, che però ho lasciato sullo scaffale. Per radio si sente spesso un brano estratto dall'album che non potrà non lasciare il marchio su questi anni, Cara democrazia, con le sue "democrazie pubblicitarie / democrazie allo stadio / democrazie quotate in borsa" ed i suoi strali verso i "devotissimi della chiesa / fedelissimi del pallone / nullapensanti della televisione".

Se posso permettermi, vorrei concludere questo post dedicando ad Ivano Fossati un suo stesso verso: "Sono giorni duri / sono giorni bugiardi / cara democrazia / ritorna a casa / che non è tardi".

Articolo precedente della serie: Ovunque proteggi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

invece purtroppo è troppo tardi.

Anonimo ha detto...

Una notizia che forse ti farà piacere: Fossati ha lasciato la Sony. Per passare alla Emi, dal prossimo cd (dalla padella nella brace? non so... ma tant'è!).

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