14 dicembre 2006

Fine di un mito

Ho appena letto della ferale notizia: la catena americana Tower Record verrà chiusa per colpa di internet. Almeno così hanno detto i proprietari dei negozi sparsi in tutti gli Stati Uniti. A dire il vero c’è n’era uno anche a Piccadilly Circus: appena uscivi dalla metropolitana te lo trovavi di fronte. L’ultima volta che ci sono andato (gennaio 2004) stava per chiudere. Al suo posto ora c’è un HMV o un Virgin, non ricordo bene.

In Usa i Tower Records sono (o dovremmo dire erano?) un'istituzione. Sfondo giallo con scritta rossa. A New York ce ne sono 4. Il mio preferito è in Columbus Circle, davanti ad un Barnes & Nobles imperioso. Perché il mio preferito? Perché un pò come la Fnac francese, la scelta cambia a seconda dell’ubicazione.

Così quello di Columbus Circle aveva l’ira di Dio per quel che riguarda l’easy listening e il vocals così quello sulla quarta strada aveva tantissimo materiale soul e funky. Un altro era in direzione Broadway e aveva molta roba europea,inglese soprattutto: ci ho trovato un cofanetto di Jonathan King che cercavo da una vita. Il fatto che chiuda mi dispiace moltissimo.
1) perché ho un motivo in meno per fare le mie scappatelle annuali in USA
2) perché è veramente un peccato per chi, come me (magari sbagliando) concepisce la vacanza soltanto come un’enorme centro commerciale di sola musica
3) mi pare assurdo che chiuda per colpa di internet.

Dico questo perché per quel che mi riguarda, da quando esiste internet mi sono formato una conoscenza musicale 2 volte superiore a quella pre-internet. Conosco personaggi di cui prima ignoravo totalmente l’esistenza o quasi. Ho usato la rete, tantissimo (per informarmi, capire, studiare) ma grazie a questa possibilità, quanto materiale compro? Ho una wish list su Amazon che è da maniaco! Almeno tre volte a settimana compro qualcosa e faccio spedire tutto da un mio amico in Pennsylvania. Quando ho raggiunto tot cd (diciamo 15) lui me li spedisce in un unico pacchetto. Naturalmente la roba che acquisto è INTROVABILE in Italia. Non è che sono così matto da comprare cose che trovo benissimo anche qui!

I miei due ultimi acquisti? Jazz Swinger/Music for Tired Lovers di Woody Herman e They Used to Call Her Mary Now di Jimmy Rosselli. Un jazzista “swing” e un crooner alla Jerry Vale. A parte Woody Herman (che già conoscevo) , senza l’ausilio di internet, chi avrebbe mai scoperto i Fourmost, i Magic Lanters, Wayne Courtois o anche la famosissima (ma non per me fino a 6 anni fa) Jo Stafford? Io no. Eppure di musica ne ho sempre sentito tantissima, anche personaggi totalmente estranei al mercato italiano. Spessissimo mi è capitato prima di acoltare in rete un cd e poi, giacchè mi piaceva molto, acquistarlo in negozio. Perché un conto è avere un file anonimo sul computer, un conto avere un cd con il libretto e con le note dettagliate. Perchè anche l’occhio (e la conoscenza) vuole la propria parte.

Credo davvero che internet abbia aperto un mondo e facilitato la conoscenza di artisti forse troppo “locali” ampliando la possibilità di acquistare qualsiasi cosa senza doversi spostare. Certo, è più bello andare alla Virgin di Champs Elysees ed acquistare la ristampa di quel cd di Richard Anthony con due inediti in italiano (tanto per fare un esempio). Ma non sempre si può fare. E quando non si può, grazie a Dio (e alla carta di credito) c’è internet. Quindi il binomio peer to peer = morte della musica su supporto non esiste, almeno per me.

C’è anche chi si comporta da vero parassita e si scarica di tutto senza mai comprare niente. Ma state tranquilli che uno così, con o senza internet, non comprerebbe niente ugualmente.
Il problema vero è l’offerta che fa il mercato. In Italia fa pena e lo sappiamo. In America c’è una scelta immensa. Che chiuda la Tower mi dispiace davvero tanto soprattutto perché catene come la Virgin si prenderanno sempre più spazio omologando l’offerta su scala globale e solo su richiesta. E c’è il rischio che certi cd molto particolari che aveva la Tower diventino sempre più difficili da reperire.

Da parte mia, purtroppo, tutto quello che posso dire è: morta la Tower Record, viva la Tower Record !

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh hai il potere di farci sentire ignoranti ala millesima potenza. Musicalmente parlando, la mia scoperta migliore su internet sono i Sigur Ros!!! Figurati come sono arretrato :S

cipo77 ha detto...

Anche per vale lo stesso discorso, internet è una miniera di musica: trovo un sacco di cose per me nuove ed ho l'opportunità di ascoltarle e di farmi un'idea. Infine, di tutto quello che più mi piace compro il supporto fisico (cd o vinile), perchè un file non lo tocchi con mano.
ciao