07 ottobre 2005

Chi sono i ladri di musica

L'America non mi finisce mai di stupire. Dando uno sguardo ad una ricerca sponsorizzata da un'apposita commissione della Libreria del Congresso, sembra di capire che negli States qualsiasi disco commerciale (ma anche nastro o rullo)inciso prima del 1972 sia "protetto" sino al 2067. Cioè i possessori dei diritti li mantegono per un periodo che può arrivare a quasi 200 anni, considerando che le prime incisioni risalgono alla seconda metà dell'800, sfatando la comune convinzione che le incisioni fonografiche sono protette "appena" 50 anni dalla pubblicazione.

Beh, la cosa "divertente" è che la quasi totalità (84% per la precisione) di tali registrazioni non è mai più stata pubblicata perchè ritenuta poco commerciale. Ma ciononostante, nessuno può farci alcunchè con tali brani, che invece costituiscono un patrimonio storico-culturale di immenso valore, neanche ascoltarli. Patrimonio letteralmente sottratto a tutti noi: un vero e proprio furto, un crimine contro l'umanità. Commesso da quelle case discografiche che poi lanciano accuse di ladrocinio verso chi condivide la musica in suo possesso, contribuendo a diffonderla tramite le reti di file sharing.

E' un mondo così. I criminali mettono sotto accusa i giudici, i più feroci dittatori vogliono esportare la democrazia, ed i ladri di musica lanciano accuse di furto a chi la diffonde. Bah.

1 commento:

simeonic ha detto...

Secondo me lo sono anche le Case editrici musicali italiane,ma anche la S.I.A.E, mi fa capire che ne è in combutta: racconto la mia storia per testimoniare la mia esperienza.
Mi chiamo Claudio Simeoni, nato a Roma l'11.06.1937, figlio di Natale Alberto Simeoni, deceduto il 28.04.1944, quest'ultimo, autore di molte canzoni del "ventennio", come La sagra di Giarabub, Camerata Richard; ma anche di Casetta di Trastevere, Fontane e tante altre, tra cui anche "Tanto pe'cantà" con Ettore Petrolini, nel 1932: Poichè la mia vita era presa dal lavoro, non ho mai dato importanza alle documentazioni che semestralmente la S.I.A.E. mi mandava semestralmente. Un giorno, settembre 2005, mi venne l'idea di chiedere alla S.I.A.E. il repertorio di mio padre e scoprii che questa canzone non c'era descritta. Alla mia richiesta di spiegazioni, l'ufficio Documentazioni mi rispose che a loro risultava solo ed unico autore/compositore: Ettore Petrolini, come da documentazione depositata dalla Casa Editrice Musicale Sugarmusic S.p.A. (che prima si chiamava Casa Editrice "Suvini-Zerboni", che con questa ragione sociale ha edito un disco a 45 giri, cantato da Nino Manfredi, con su scritto i nomi di Petrolini-Simeoni, come compositore/autore
Nel 1995 lo stesso Lando Fiorini
tirò fuori un CD, edito dalla Casa Dischi Ricordi S.p.A. e sull'etichetta c'erano sempre i due personaggi. Scritto alla Sugarmusic, sia da parte della S.I.A.E. che da parte mia per spiegazioni, la casa editrice ha sempre risposto in modo evasivo, senza senza fare il minimo cenno alla mia richiesta di darmi l'autorizzazione a "visionare" la documentazione depositata presso la S.I.A.E. (quest'ultima trincerandosi dietro la legge della "Privacy", chiede, per vedere la documentazione l'autorizzazione o della casa editrice, o degli eredi di Petrolini (che non so se esistono e dove esistono), o a mezzo di un Giudice di Tribunale.
Quello che io mi domando, come prima cosa, se si è certi di ciò che si è dichiarato quale timore si può avere nel dare l'autorizzazione alla visione dei documenti? In quale anno sono stati depositati? E perchè su tanti "siti" Italiani di Internet si dichiara che la canzone è di entrambi gli autori? Non credo che lo sia per virtù dello "Spirito Santo". Mi fanno pensare che "Vox populi, vox Domini". Voce del popolo, voce del Signore.
Nelle mie ricerche su Internet ho trovato un sito intolato "Petrolini" ove c'è la riproduzione fotografica dello spartito originale (così almeno viene dichiarato)posta ina cornice di un quadro con vetro avanti, a protezione, e non essendo chiari i nomi degli autori è stato trascritto sotto il quadro: "Musica:Simeoni" "testo: Petrolini".
Può essere un indizio per la ricerca della verità, ma dovrei venire a conoscenza del nome di chi ha fatto tale sito e dove si trova quello spartito o dov'era quando è stato messo nel quadro.
Perchè la casa Sugarmusic si è dato da fare dal 2001 (così mi risulta) a ristampare lo spertito con il solo nome di Petrolini; mentre con il nome Suvini-Zerboni, indicava entrambi i cognomi?
Mi rivolgo a chiunque possa darmi una mano a trovare la verità di come sono andate le cose e di come stanno andando oggi. A chiunque possega uno spartito musicale con su scritti i nomi "Petrolini-Simeoni" di procurarmene una fotocopia:
Ringrazio fin d'ora chiunque possa concedermi la sua collaborazione per la mia ricerca.
Claudio Simeoni
Via Brindisi, 11
80011 - ACERRA (NA)
fax 0818857620
e-mail: simeonic@lastanzavirtuale.it

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